giovedì 26 febbraio 2015

Farinata di ceci - Faïnâ: storia, ricetta, abbinamento

teglia per farinata
"Oro di Genova", ma in realtà semplice (si fa per dire) impasto d'acqua e farina di ceci, con tante variazioni, liguri e non, sapienti o azzardate, da Savona (farinata bianca), ad Alessandria (bel'e cauda), da Livorno (cecìna), a Nice in Costa Azzurra (socca)... Ogni "tortaio" ha i propri trucchi, e non li svela, tutt'al più li tramanderà a qualche taciturno apprendista. Un tempo però la chiamavano scribilita, strano nome che risale ad Apicio e ad altri ghiottoni romani, queste storie te le racconto come sempre su Ligucibario, cliccando qui. Le ampie teglie in rame stagnato, guardane una nella foto, sono perfette (la "lama" da focaccia invece non andrebbe bene) per reggere l'urto caldissimo di alcuni minuti in forno a legna, assolutamente in bolla onde evitare che la farinata sia mal cotta da una parte e quasi bruciata dall'altra. Si conferma tuttora specialità da sciamadde e fainotti, da tavoli "popolari" gomito a gomito col vicino chiacchierone, lo studente, il turista, e magari fuori la gente in coda che aspetta il proprio turno o il proprio cartoccio di cuculli, altro colpo di genio della culinaria ligure... La ricetta è su Liguricettario, cliccando qui, puoi anche usare un po' d'acqua in meno, tre parti abbondanti ogni parte di farina, la farinata sarà allora più asciutta, densa e soda. Il vino in accompagnamento è sempre bianco, tu in Liguria prova per esempio una Bianchetta e, nel savonese, una Lumassina. Fammi sapere il tuo punto di vista su info[at]ligucibario.com

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