giovedì 19 febbraio 2015

Favetta - Favetta: storia, ricetta, abbinamento


Le fave sono “basann-e” in dialetto, le incontri come tipicità a Genova Coronata, a Borgio (SV), ad Arenzano (GE) tenerissime, a Favale di Malvaro (GE) che forse deve loro il toponimo, a Vernazza (SP)... Addirittura, San Bernardo frazione soprastante Bogliasco (GE) dedica alle fave una sagra il 1° maggio. Sono “antichissime”, proteiche, già apprezzate in epoca pre-romana. Quando sono grosse ti conviene sbucciarle. I liguri le mangiano fresche col salame e il pecorino sardo (quando arrivano i picnic di primavera), con gamberi lessi, ed anche in zimino, una zuppa che prevede le biete e che è più diffusa coi ceci. L’accostamento col formaggio sardo fresco risale a quand'esso non pagava i dazi dell’import. Qui con le fave hai già una ricetta, il marò, salsa al mortaio ponentina. Purtroppo, il favismo è uno choc anafilattico (diffuso maggiormente al Sud e in Sardegna, ma comunque insidioso nell’intera area mediterranea) che può risultare mortale. Della favetta ti riassumo le notizie principali su Ligucibario, cliccando qui. La farina di fave appartiene al gruppo delle non glutiniche, ma accertarsi sempre che la confezione/il venditore assicuri l'assenza di tracce residue. La ricetta della favetta è su Liguricettario, cliccando qui. Fammi sapere il tuo punto di vista su info[at]ligucibario.com

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