mercoledì 25 febbraio 2015

Minestrone di verdure – Meneströn a-a zeneize: storia, ricetta, abbinamento

Il denso minestrone coi brichetti di "Sanna", sciamadda in piazza Giusti a Genova
Minestre, zuppe, quale regione d'Italia non ha le proprie? L'ingegno "rurale" assemblava i doni stagionali dell'orto, cuisine du marché, in Liguria poi - caso per caso - il pesto dava eleganza, il lardo sostanza, ma incontriamo anche minestre d'asparagi, di ovoli, persino di bianchetti... Del minestrone genovese ti racconto qualche frammento di storia su Ligucibario, cliccando qui. A me par proprio di vederli, i marinai sfiniti dalle lunghe navigazioni, ma anche i caravana e i camalli stessi, saziarsi di quel ben di Dio, tutto verdure fresche, che i cadrai, sorta di catering su chiatte, allestivano dentro fumanti pentoloni (a volte il menu prevedeva anche stoccafisso)... Minestrone cento per cento zeneize, su Liguricettario ne vedi una ricetta, cliccando qui. Il vino partner è preferibilmente bianco.
I camalli (parola dall'arabo) erano i trasportatori, per meglio dire le robuste spalle, operanti nel porto di Genova, mentre i caravana erano facchini cui la dogana, severissima nel controllo delle merci in and out, consentiva di lavorare in zone di movimentazione a dazio franco, oggi diremmo duty free, dove molti prodotti di "lusso", classico esempio le spezie e il caffé, transitando potevano subire modifiche nel confezionamento, marcatura ecc. Lavoro indefesso, "religiosamente" inteso. La famosa tela jeans, in un certo senso, è "nata" coi grembiuli blu dei lavoratori del porto, da sempre cuore della città assieme all'antistante "casbah" di carruggi (sulla storia dei blue jeans, del denim, delle salopette e di Levi Strauss trovi sul web innumerevoli notizie). Il grande minestrone, mio lettore gourmet e turista, dammi retta assaggialo anzitutto proprio nelle "bettole" del centro storico...

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