lunedì 2 marzo 2015

Frittelle di baccalà – Friscêu de baccalà: storia, ricetta, abbinamento

Cartocci di mediterraneità, acciughe, farine di ceci, baccalà...
Se corrisponde al vero la diceria secondo la quale fritta sarebbe buona anche una scarpa, ciò ancora di più vale per il baccalà, che vive in acqua ma deve morire in olio... Di questi street food da piluccare un po' a tutte le ore parlavo sabato scorso con Gianni, O tortà di Genova-Albaro, quello alla fermata del '42', ma lui si definisce un "caruggiante", perché ha lavorato una vita nel centro storico e perché, malgrado tutto, adora la propria città e i cibi che la caratterizzano. Di lui sento di scrivervi solo una cosa, e certamente non per fargli pubblicità, prassi contraria allo spirito di questo blog e di tutti i libri che sinora ho scritto: Gianni è un fuoriclasse, materia prima incredibile, lavorazioni accuratissime, dalla farinata alla Pasqualina, dalla focaccia col formaggio alle torte di verdure rigorosamente secondo stagione. Sentite anzitutto le sue sfoglie (nicht Manitoba), sentite i suoi carciofi, sentite il profumo di maggiorana (anzi, di persa) che talvolta invade la sua sciamadda e i suoi tegami... Delle frittelle di baccalà ti racconto un po' di notizie su Ligucibario, cliccando qui, e presumo che anche Gianni ne sarà felice, perché è un generoso e un estroverso. Una ricetta è poi su Liguricettario, cliccando qui, ma tu potrai reinterpretarla, a cominciare dal lievito... Vini bianchi, mi raccomando, Bianchette, Lumassine, salendo sù verso i Vermentini, ma comunque, caro lettore, fammi sapere il tuo punto di vista su info[at]ligucibario.com

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