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venerdì 6 marzo 2015

Torta Pasqualina – Pasqualinn-a: storia, ricetta, abbinamento

Torte di verdura, farinate, polpettoni...
Ti avvicini con deferenza a queste belle tradizioni, perpetuate (chissà perché) più da sciamadde e fainotti che da ristoranti. Le uova, la torta pasqualina, la cima, la colomba (qui più recente), i cantauova che percorrevano le vie dei paesi..., sono la Pasqua a Genova e in Liguria, festa assai sentita, ancora un mesetto e ci siamo. Le versioni, e le terminologie, non sempre concordano, io dico che certamente quella "originaria" non poté essere di carciofi, data la stagionalità... A Toirano ne fanno una più alta, e la difendono con orgoglio. Ti fornisco un po' di queste notizie su Ligucibario, cliccando qui. Quanto alla ricetta, la mia è su Liguricettario, cliccando qui. Oso addirittura una dozzina di sfoglie sottilissime (ma può bastartene la metà) e mi concedo, per una volta, e lo giuro una volta sola, 2 bicchierini di panna liquida: non si adontino i puristi… So bene che la panna non pertiene alla versione tradizionale, però può giovare grandemente al risultato finale, specialmente qualora non si apprezzi l'acidulo della prescinseua. Veditela comunque tu, lettore-chef! L'abbinamento enologico chiede un Vermentino o un Pigato, più aromatico se la farcia è un trionfo primaverile di preboggion, quello che esalta i pansoti del Golfo Paradiso. Fammi sapere il tuo punto di vista su info[at]ligucibario.com 

giovedì 5 marzo 2015

Cima (ripiena, alla genovese) - çimma: storia, ricetta, abbinamento

Una splendida cima alla genovese
Alcuni ristoratori (pochi ormai) la preparano ancora, va meglio in rosticceria, sono belle le fettine larghe, non troppo ovalizzate, mi raccomando non tagliate troppo sottili... La parola cima in gastronomia indica qualcosa di ripieno, in Liguria questo è un piatto pasquale, che fa uso anche di animelle. Piatto però più "verde" (vegetali anziché carni) man mano che ti allontani da Genova (e dal mare), città ricca nella quale sicuramente gli chef delle famiglie patrizie gareggiavano quanto a sontuosità delle preparazioni, si pensi anche al "settecentesco" cappon magro e al tacchino alla storiona... La storia della cima è su Ligucibario, cliccando qui. Trovi la mia ricetta su Liguricettario, cliccando qui. Per ogni dubbio sui tagli e le frattaglie, chiedi al macellaio di fiducia, e per il resto àrmati di pazienza, la cima chiede tempo e amore. Ah, dimenticavo il vino: Rossese di riviera, o Granaccia savonese, e se la farcia è molto vegetale prova anche a ponente un Ormeasco Sciac-trà o a levante un Ciliegiolo. Fammi sapere il tuo punto di vista su info[at]ligucibario.com