| Anicini |
Detti anche finocchini, sono forse d’origine piemontese, e comunque cugini
dei “cantucci” (quelli che in Toscana si gustano col famoso vin santo ottenuto
da trebbiano e malvasia passiti…). Peraltro la cuciniera genovese è di quelle
che eccellono quanto a pasticceria secca, anicini, canestrelli, cobeletti,
biscotti del Lagaccio/della salute, e in condivisione col Piemonte gli
amaretti, i baci di dama, i caporali/savoiardi... Questi biscottini, dalla
caratteristica forma, si apprezzano freddi, e si può anche spolverarli di
zucchero a velo. Come noto, a livello d’economie domestiche si conservano,
essendo disidratati, molto a lungo, pare dunque conveniente prepararne in
quantità (qui saranno circa una cinquantina). L’anice proviene dal Mediterraneo
orientale. E’ utilizzata anche in liquoreria e farmacia (come espettorante,
digestivo…)
Si suggerisce di abbinare un vino passito, ad esempio il (DOC Cinque Terre)
Sciacchetrà, servito alla giusta temperatura nei giusti calici.
Per 12 persone,
Occorrono circa 40 minuti. Difficoltà di esecuzione: alta
Anzitutto setacciare la farina e igienizzare le uova con acqua e un
prodotto tipo ‘Amuchina’. In una capace ciotola mescolare poi energicamente zucchero
e tuorli d’uova. A parte, con una frusta montare a neve gli albumi. Ora unire i
due composti, nonché l’anice e l’acqua ai fiori d’arancio, e solo per ultima la
farina, mescolando senza sosta, ma con dolcezza. Far assestare il composto qualche
minuto, quindi ungere col burro il fondo e le pareti interne di uno stampo rettangolare
– tipo plumcake - largo circa 10
cm (nelle rifornite botteghe di cake design ecc. si
trovano talvolta specifici “bauletti” di carta ben resistente, d’idonea capacità).
Riempirlo tutto con il composto, livellare, e cuocere in forno già ben caldo, indicativamente
20 minuti, 160-170° sono di solito la temperatura ideale. Al termine, raffreddare
il filoncino per rimuoverlo meglio dallo stampo. Affettarlo (se si vuole
“obliquamente”) e biscottarlo sulla placca altri 20 minuti, a circa 180-200°, sempre
secondo il proprio forno. La bis-cottura, vecchio strattagemma, sottrae acqua e
quindi previene muffe che presto inizierebbero a guastare il prodotto. Fammi sapere il tuo punto di vista su info[at]ligucibario.com
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