| Acciughe, pane del mare |
E’ la “gloria” dei pescatori di Riva Trigoso, oggi frazione di Sestri
Levante, che un tempo lo cucinavano a bordo delle lampare e dei celebri leudi*
(dove custodivano sempre una scorta di gallette), con fornelletti a carbone.
Piatto della memoria, piatto da salvare, per fortuna dal 1960 una festa locale
– in estate - lo celebra ogni anno, lieto convivio pieds dans l’eau.
Si suggerisce di abbinare un vino rosato o “chiaretto”, ad esempio un (DOC
Golfo del Tigullio e Portofino) Ciliegiolo, servito alla giusta temperatura nei
giusti calici.
Per 4 persone,
Occorrono circa 45 minuti. Difficoltà di esecuzione: bassa
Prima di tutto, aiutandosi con acqua fredda, pulire ed eviscerare con cura
le acciughe, infine tamponarle delicatamente con carta assorbente tipo
‘rotolone’ per asciugarle. Tritare - o tagliare finemente a coltello - la
cipolla e in tegame soffriggerla nell’olio con l’aglio, per farla appena appena
imbiondire, a quel punto, se si preferisce, toglier l’aglio. Aggiungere i
pomodori, che saranno già puliti dai semi e frantumati/tritati sommariamente,
regolare di sale e lasciare sul fuoco per circa 10 minuti. Adesso unire le
acciughe, spolverarle col prezzemolo tritato e far cuocere con coperchio, a
fuoco tenue, senza assolutamente scuotere il tegame, ancora indicativamente
10-12 minuti, col vino bianco. La cottura si completa da sé. Al termine,
impiattare il bagnùn nelle fondine, dove si saranno disposte le gallette
bagnate in vino bianco e, se garba, strofinate con aglio. “Decorare” col
basilico sminuzzato e lasciare che il piatto s’assesti qualche minuto. Niente
pepe, il bagnùn infatti – in barca o a riva – riflette la sobrietà ligure, non
è piatto amico dei lussi. Fammi sapere il tuo punto di vista su info[at]ligucibario.com
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