| Sacripantina reinterpretata |
La torta Sacripantina fu in origine un copyright del pasticcere Giovanni Preti, a metà
‘800 la clientela affollava la sua bottega in piazza Portello a Genova, golosa anche di novità. Il nome le giunge dal Rinascimento e da Sacripante, un "attore" (re dei Circassi infatuato della bella Angelica) dei poemi cavallereschi di Boiardo e
Ariosto. Di questa cremosa delizia esistono ormai tante versioni, con mascarpone, caffè,
amaretti..., e questa è la mia. Fammi sapere il tuo punti di vista su info[at]ligucibario.com.
Ti suggerisco di abbinare un vino dolce, ad esempio un (DOC Golfo del
Tigullio e Portofino) Moscato, servito alla giusta temperatura nei giusti
calici. La presenza del cioccolato induce alcuni anche verso il Brachetto.
Per 6 persone,
1 “disco” spesso di pan di spagna (diametro circa 25-30 cm ) al quale togliere – ma
conservandola - la crosta, 7 tuorli, 150 g di zucchero a velo, 1,5 dl di vino Marsala
bianco (o altro liquoroso secco, in subordine anche il rhum), 220 g di burro, 130 g di canditi (a
cubettini), 130 g
di cioccolato fondente 75% (meno bene il cacao amaro), 1 bicchiere di liquore
Maraschino (circa 180 ml), altro zucchero a velo per la spolverata finale. Il pan
di spagna * (mix di uova intere, zucchero e farina cotto in forno) è
acquistabile in pasticcerie e (talora) in forniti panifici.
* sai perché nel mondo è noto come génoise? Se non lo sai clicca qui.
Occorrono circa 4 ore. Difficoltà di esecuzione: alta.
Non aver fretta. Qui, per agevolare anche le preparazioni casalinghe, si suggeriscono 3
dischi di pan di spagna, ma si può arrivare anche a 6.
Igienizzare le uova con acqua e un prodotto tipo ‘Amuchina’. Con una frusta
sbattere i 7 tuorli insieme a 150 g
di zucchero a velo. Unire a filo il
Marsala, sempre sbattendo. Posizionare il composto, quand'è "vellutato", in un bagnomaria caldo, e seguitare
a lavorarlo per alleggerirlo.
Ammorbidire a parte il burro, usando un cucchiaino, e incorporarlo al composto,
che così è terminato. Tenerne di riserva qualche cucchiaio, e scomporre il resto
in due metà, una da arricchire coi dadini di frutta candita, l’altra col
fondente a scaglie fini. Diluire il Maraschino tanto per tanto con acqua. Dividere
- usando un coltello seghettato assai tagliente - il pan di spagna in 3 dischi
sottili (l'operazione chiede cura), il primo dei quali si posizionerà su di un sottotorta tondo. Spennellarlo col Maraschino diluito e usando una spatola sovrastarlo – senza lesinare - con la crema ai canditi,
lisciandola a cupola. Ora posizionare il secondo disco, detto
retina, spennellare anche questo col Maraschino diluito e – sempre senza
lesinare - stendere la crema al fondente, anch’essa livellata. Si possono anche
invertire le due creme. Terminare con l’ultimo disco, spennellare con l’ultimo
Maraschino e stender infine la crema tenuta di riserva. Spargere sul tutto la
crosta del pan di spagna frantumata finemente (se occorre, usare un setaccio) e
lo zucchero a velo, alcuni tuttavia preferiscono una granella di mandorle e di
biscotti secchi, de gustibus non est disputandum. La sacripantina va servita dopo almeno 3 ore di frigo che la rassodino.
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